Impetuoso, che non pesa il metallo in sè

..ma tutto l'essere umano ed il suo destino...

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Blogger: sazerbi
Nome: Samuele Zerbini
Sono nato nel '76, appassionato lettore. Spendo tutto il mio stipendio in libri e compact disc. Spendo tutto il mio tempo a seguire le mie passioni, e ogni giorno mi meraviglio della bellezza della vita. Se mi vuoi scrivere s a z e r b i @tin.it

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mercoledì, dicembre 26, 2007

Accanto ai grandi palazzi c'e' un giardino pubblico, con l'erba corta e ben pettinata, bagnata dalla nebbia di fine dicembre. Sono palazzi nuovi, appartamenti appena abitati, dove i vicini nemmeno si conoscono (chissà quando mai si conosceranno in questa grande città del nord). Il parco è una striscia verde, con macchie ordinate di arbusti, qualche albero ordinatamente piantato in modo da simulare una casualità. Di mattoni rossi è la strada che lo attraversa, per lungo e poi s'incrocia con un'altra che va dai palazzi nuovi ad una strada più vecchia, costruita trenta o quaranta anni fa, ai tempi delle prime espansione urbana di Milano.

La prima è in cemento grigio, senza intonaco, con qualche macchia di umidità agli angoli. Al terrazzo, in quest'ora di sera, una striscia di lampadine finiscono in una sorta di bersaglio luminescente, una Stella Cometa fatta con i resti di altre feste, trovate in cantina. S'affacciano sempre su questa strada un altro palazzo in mattoni rossi, non troppo alto, quattro o cinque piani, e da un terrazzo si sporgono minime luci, sottrattte ad un qualche Presepe di anni fa. Al suo fianco un enorme scatolone grigio, spaccato con precise finestre dalle quali fuoriesce il buio che c'è dentro, chiuso per le festività. Alle loro spalle altre case, altri sbuffi dai camini che bianchi si staccano dal nero della notte che arriva, qualche luce gialla dalle finestre. Su tutto la lieve pioggia che talvolta si fa scambiare per nebbia.

E nei palazzi nuovi, al di qua del prato, in un appartamento fra i tanti, al quarto piano di uno qualunque di questi nuovi edifici di marmo, il moderno impianto di riscaldamento silenziosamente scalda una famiglia sparsa che si ritrova, che gioca assieme, che festeggia attorno alla Capanna di Betlemme il tempo ritrovato.

Postato da: sazerbi a 19:55 | link | commenti |


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